Come realizzare un cliche tampografico

Realizzare un cliché tampografico

Realizzare un cliché tampografico di alta qualità è un processo di precisione che richiede pulizia e rigore metodologico. In questa guida vedremo come trasformare una lastra in polimero fotosensibile in una matrice pronta per la stampa, utilizzando i materiali che trovi su Etampo.com.

Preparazione della Pellicola (Master)
Tutto inizia dalla pellicola. Questa deve avere un nero assoluto (densità ottica elevata) per bloccare i raggi UV e le aree trasparenti devono essere perfettamente nitide.

Suggerimento: Utilizza le stampanti per pellicole professionali di Etampo per garantire che i bordi dei loghi non siano frastagliati.

Prima Esposizione: Il Disegno
Si posiziona la pellicola a contatto con la lastra fotosensibile all’interno di un bromografo (espositore UV).

Processo: I raggi UV attraversano le parti trasparenti della pellicola e induriscono il polimero. La parte coperta dal nero del logo rimarrà invece morbida.

Il Vuoto: È fondamentale che tra pellicola e lastra ci sia il vuoto d’aria per evitare rifrazioni luminose che rovinerebbero i dettagli.

Seconda Esposizione: Il Retino (Screening)
A differenza della serigrafia, nella tampografia la spatola (o il calamaio) deve scorrere sulla lastra. Se il logo è grande, la spatola “pescherebbe” troppo inchiostro svuotando l’incisione.

Il Retino: Si espone la lastra a un “retino” (una trama di punti finissimi). Questo crea dei micro-pilastri all’interno dell’incisione che sostengono la lama del calamaio, permettendole di lasciare la giusta quantità di inchiostro.

Differenze tra i Retini
Tipo di Retino Utilizzo Principale Effetto
Fine (120-150 linee/cm) Tratti sottili, testi piccoli Massima definizione, meno inchiostro.
Medio (80-100 linee/cm) Loghi standard, fondi pieni Equilibrio tra coprenza e dettaglio.
Grosso (54-60 linee/cm) Grandi aree, inchiostri coprenti Molto inchiostro, ideale per fondi scuri.
Incisione e Lavaggio (Sviluppo)
Dopo l’esposizione, la lastra deve essere sviluppata per rimuovere il polimero non indurito.

Lavaggio con Alcool: Si utilizza un solvente specifico (spesso a base di alcool per lastre in polimero alcol-lavabili).

Azione Meccanica: Con una spazzola morbida o una spugna, si strofina la lastra immersa nell’alcool. Il polimero “morbido” (dove c’era il nero della pellicola) si scioglie, rivelando l’incisione.

Asciugatura e Post-Trattamento
Una volta lavata, la lastra è ancora vulnerabile.

Asciugatura: Si inserisce il cliché in un fornetto ad aria calda (circa 40-50°C) per eliminare ogni traccia di solvente.

Post-Esposizione: Si espone nuovamente la lastra ai raggi UV senza pellicola. Questo serve a “fissare” definitivamente tutto il polimero, rendendo il cliché duro e resistente all’abrasione della spatola per migliaia di cicli.

Profondità dell’Incisione: Un dato critico
La profondità del cliché non è infinita. In tampografia si parla di micron (μm):

Profondità ideale: Solitamente oscilla tra 20 e 35 micron.

Perché non di più? Se l’incisione è troppo profonda, l’inchiostro non riuscirebbe a uscire tutto, creando bolle d’aria o stampe “colate”.

Misurazione: Gli operatori esperti usano un micrometro o un microscopio per controllare che il fondo dell’incisione sia uniforme.

Su Etampo.com forniamo lastre con diverse risposte spettrali e durezze, ideali per chi cerca la massima ripetibilità nel processo di incisione.